Manuele Marazzi ”Il suono della terra”

In questo interessante articolo Manuele Marazzi vi parlerà del suono della terra, quella costante vibrazione a bassa frequenza emessa dal pianeta.

La terra. Manuele Marazzi
La terra. Manuele Marazzi

Fin dalla fine degli anni Novanta era noto che la Terra produce un suono di fondo rilevabile solo dagli strumenti che studiano le onde sismiche. È una vibrazione a frequenza molto bassa che non è causata da terremoti, perché sussiste anche quando non ci sono sismi. Fino ad oggi erano state avanzate varie ipotesi per spiegare il fenomeno, ma nessuna pienamente esaustiva. Due, comunque, erano le più interessanti: la prima interpretava il suono come prodotto da gigantesche onde che potevano arrivare fin sul fondo degli oceani facendoli vibrare; per la seconda si trattava invece della vibrazione prodotta da scontri tra gigantesche onde oceaniche.

Ora è stata avanzata una nuova spiegazione che sembra soddisfare ogni parametro. Essa combina le due idee citate in un nuovo modello. Immettendo in un computer tutti i parametri di un’onda oceanica – le dimensioni, il vento, la profondità dei fondali – si è scoperto che lo scontro tra onde molto imponenti può provocare onde sismiche che hanno una frequenza di 13 secondi (13 secondi è il tempo che intercorre tra un’onda e l’altra). Onde meno violente, che comunque interessano il fondo marino, possono invece generare onde sismiche con una frequenza che va da 13 a 300 secondi: probabilmente un fenomeno amplifica l’intensità dell’altro e così la vibrazione non ha mai termine.

«Se si capissero esattamente tutti i meccanismi di queste onde le si potrebbero usare per studiare meglio l’interno della Terra», ha spiegato Fabrice Ardhuin, oceanografo presso l’Istituto francese di ricerca per lo sfruttamento del mare. Le vibrazioni, infatti, arrivano fino al centro del nostro pianeta e, ovviamente, si muovono a velocità diverse a seconda dei materiali che attraversano. Poiché sono sempre presenti – a differenza di quelle prodotte dai sismi – potrebbero essere utilizzate per un gran numero di ricerche e per la soluzione degli innumerevoli dubbi che ancora si hanno sulla costituzione del cuore della Terra.

(Fonte: www.focus.it)

Manuele Marazzi

Manuele Marazzi ”Perche non bisogna lavorare in gravidanza”

Manuele Marazzi dedica questo articolo a tutte le mamme/neo mamme che, molto dedite al lavoro, non hanno alcuna voglia di restare a riposo.

Mamme lavoratrici. Manuele Marazzi
Mamme lavoratrici. Manuele Marazzi

La gravidanza è un momento molto delicato nella vita di una donna e come tale per le lavoratrici gestanti, puerpere e in allattamento viene accompagnata con particolari misure per la tutela della sicurezza e della salute sul lavoro, tra cui l’astensione obbligatoria, facoltativa e anticipata per maternità a rischio o per particolari condizioni ambientali.

Nel primo caso, la lavoratrice madre ha il diritto/dovere di usufruire dell’astensione obbligatoria dal lavoro a partire da due mesi prima della data presunta del parto e fino a tre mesi dopo dalla data effettiva del parto. Se le condizioni fisiche lo consentono, la lavoratrice in attesa di un bambino può optare anche per la scelta di lavorare fino ad un mese prima del parto e di astenersi poi fino a quattro mesi dopo. In questa circostanza, tuttavia, la decisione deve essere avallata dalla certificazione di un medico specialista.

Terminato il periodo di congedo di maternità, la lavoratrice può riprendere la sua normale occupazione o fruire di un ulteriore periodo di congedo, l’astensione facoltativa appunto, per un periodo di sei mesi, anche frazionabili, spendibili nei primi otto anni di vita del bambino.

L’astensione obbligatoria anticipata può essere richiesta, invece, nei casi in cui:

  • la lavoratrice si trova in stato di gravidanza a rischio, ossia nel caso di complicanze della gestazione;
  • la gestante si trova in condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla sua salute e a quella del bambino stesso (per esempio se lavora in un colorificio ed è adibita alla lavorazione di prodotti con sostanze chimiche);
  • la donna in stato interessante svolge lavori pericolosi, faticosi o insalubri e non può essere spostata ad altre mansioni (per esempio è un tecnico di radiologia, una psichiatra, un’infermiera in determinati reparti).

Generalmente si parla di gravidanza a rischio se prima di intraprendere la gestazione la lavoratrice soffre già di alcune patologie croniche o se durante la gravidanza insorgono malattie portate dalla gestazione stessa. Molte possono essere le condizioni che definiscono una simile gravidanza, tra cui il diabete insulino-dipendente, l’ipertensione, la placenta previa, perdite ematiche, minaccia d’aborto o di parto pretermine dovute a gestosi, distacco di placenta, anomalie d’inserzione placentare, traumi, disordini della coagulazione, obesità e gravidanza gemellare.

La lavoratrice che intende usufruire dell’astensione anticipata per maternità a rischio deve formulare istanza alla Direzione Provinciale del Lavoro che ha competenza sul territorio in cui risiede. Alla domanda prestampata, scaricabile anche in rete, deve allegare il certificato medico, rilasciato da uno specialista del Sistema Sanitario Nazionale o da un ginecologo privato, riportante le sue generalità, la data presunta del parto, il mese di gravidanza, la motivazione attestante lo stato di rischio e il periodo esatto di astensione anticipata che intende usufruire (prognosi del medico).

Per particolari condizioni ambientali sul posto di lavoro o per mansioni pericolose o insalubri, pregiudicanti per la salute della madre e del bambino, la richiesta di astensione dal lavoro deve essere invece presentata dal datore di lavoro, una volta verificata l’impossibilità di ricollocare la lavoratrice all’interno della struttura aziendale, in base al documento di valutazione dei rischi e previo parere del medico competente e del RSSL.
La lavoratrice madre in simili circostanze verrà autorizzata ad astenersi dal lavoro fino al settimo mese dopo il parto, qualora dopo il terzo mese sussistano le stesse condizioni che hanno comportato l’astensione anticipata.

Anche in questo caso per ottenere l’interdizione anticipata dal lavoro bisogna recarsi nella sede di competenza dell’Ispettorato del Lavoro presentando la domanda appena si ha la certezza di essere incinte. Al modulo deve essere allegato il certificato originale del ginecologo del servizio sanitario o quello del ginecologo privato che attesti lo stato di gravidanza e la data presunta del parto. L’USL di competenza, su richiesta dell’Ispettorato del Lavoro, effettua una verifica della presenza delle condizioni di rischio sul luogo di lavoro poi invia rapporto del sopralluogo all’Ispettorato del Lavoro. L’interruzione anticipata viene concessa con provvedimento di quest’ultimo e viene spedita con raccomandata al datore di lavoro e alla gestante per conoscenza.

(Fonte: www.salute-italia.it)

Manuele Marazzi

Manuele Marazzi ”Pancia gonfia? colpa delle emozioni”

Sempre più persone soffrono di disturbi di stomaco e intestino, per tutte loro Manuele Marazzi ha scritto questo articolo.

Pancia gonfia. Manuele Marazzi
Pancia gonfia. Manuele Marazzi

Tra i sintomi che più comunemente vengono riferiti al proprio medico ci sono:

  • stitichezza e diarrea
  • dolori addominali di tipo crampiforme
  • pancia e stomaco gonfi
  • meteorismo e flatulenza
  • digestione lenta
  • nausea

 

A questi disturbi si risponde con indagini diagnostiche che comprendono esami e test per scoprire le cause fisiche che li originano, ad esempio:

  • presenza di ulcere e infiammazioni della mucosa gastroduodenale
  • calcoli biliari
  • diverticoli o polipi intestinali e via discorrendo

 

Sono tantissime le malattie che provocano disturbi all’apparato gastrointestinale, ma non sempre dietro un addome costantemente gonfio e affaticato c’è una patologia. Talvolta a provocare il problema c’è “solo”… la nostra psiche. Non a caso l’intestino viene definito anche il “secondo cervello“, ovvero un organo sensibilissimo che capta e reagisce ai nostri cambiamenti d’umore, al nostro livello di ansia e di stress, e che nelle persone particolarmente sensibili, ancor più se di sesso femminile e giovani, produce sintomi che sono un segnale da non sottovalutare. Certo, questi mal di pancia emotivi non sono gravi, non sono patologici ma… possono sempre diventarlo se non si affrontano le cause psicologiche che ne sono all’origine.

Ma come è possibile che una stitichezza ostinata, uno stomaco gonfio e dolorante che fatica a digerire anche il pasto più leggero possano essere conseguenza di uno stato emotivo alterato?

Consideriamo il funzionamento parallelo di questi due organi: intestino e cervello, che “dialogano” in modo molto più stretto di quanto possiamo immaginare. Infatti anche nell’intestino sono presenti cellule neuronali, seppur molte meno rispetto a quelle cerebrali, le quali, influenzate da fattori fisici e da stimoli di vario tipo, tra cui le emozioni interne, rilasciano ben il 95% dellaserotonina totale sprigionata dall’organismo.

La serotonina è proprio l’ormone che regola gli stati d’animo e le loro mutazioni, e le informazioni in esso presenti, vengono inviate direttamente al sistema limbico del cervello, che ha il compito di rielaborale. Quando le emozioni hanno un tratto negativo, e sono associate a stati di tensione e diansia o di paura, allora il cervello invia all’intestino “l’ordine” di rilasciare altra serotonina per gestire il surplus emotivo ma questo ha delle conseguenze sulla funzionalità dell’apparato digestivo.

Ciò che accade è che la muscolatura addominale si contrae provocando gonfiore, diarrea o stitichezza, crampi, senso di tensione, spasmi. Ma non è finita qui, infatti la tensione emotiva, lo stress, inducono una iper-secrezione di acido cloridrico da parte dello stomaco, cosa che può alla lunga provocare infiammazione delle mucose e quindi bruciori, gastrite, persino ulcere.

La muscolatura addominale contratta nella zona diaframmatica, infine (cosa di cui ci accorgiamo quando tendiamo, senza renderci contro, a stare in apnea anziché respirare profondamente “di pancia”), rallenta la digestione e crea la classica dispepsia.

E’ dunque molto importante, una volta che gli esami clinici e i test allergologici abbiano escluso un’origine patologica dei nostri disturbi gastrointestinali, cercare di lavorare sul nostro stato psicologico, abbassando i livelli di stress e trovando delle valvole di sfogo.

(Fonte: www.forumsalute.it)

Manuele Marazzi

Manuele Marazzi ”I 5 benefici della meditazione”

Manuele Marazzi dedica questo articolo alla meditazione e a tutti i suoi benefici.

Meditazione. Manuele Marazzi.
Meditazione. Manuele Marazzi.

Comprendere e incanalare i benefici effetti positivi della meditazione in noi stessi per migliorarci e condurre una vita più sana e serena.

La meditazione non è solo una pratica spirituale appannaggio dei guru.

Tutti possiamo praticarla, anche per pochi minuti al giorno ed ottenere grandi miglioramenti sul piano fisico e mentale. I benefici di una pratica costante sono incredibili… chissà magari garzie alla meditazione si aprirà anche noi una visione nuova visione del Mondo !

1. La meditazione Potenzia il sistema immunitario

Pratiche regolari di meditazione agiscono come antiossidante naturale incrementando la circolazione, aiutando così il corpo nello smaltimento dei radicali liberi.

2. Rende il tuo cuore felice e abbatte lo stress

La meditazione rallenta il battito cardiaco e il ritmo della respirazione, incrementando il flusso del sangue attraverso il cuore, favorendo così la salute cardiovascolare del nostro corpo.
Inoltre la meditazione è il principale alleato contro lo stress, abbassa la pressione sanguinea, entrambi fattori veramente positivi per il cuore.

3. La meditazione favorisce la Creatività

La quiete, la calma e la concentrazione aiutano l’artista che è dentro ad ognuno di noi a esprimersi. Molti artisti usano la meditazione per raggiungerete uno stato di superiore creatività

4. Aumenta la stima e la fiducia in se stessi.

La meditazione può aiutarti a vedere il lato luminoso della vita riducendo le vostre paura e fobie. L’esatta ragione di questo effetto non è ancora completamente chiarito. Secondo recenti studi si fonda sull’aumento dei livelli di serotonina.

5. Aiutare gli altri per aiutare se stessi.

Quando abbiamo il tempo per coltivare la nostra pace interiore possiamo osservare le energie positive attorno a noi. Siamo più calmi con i nostri cari, più gentili con i nostri colleghi e generalmente più piacevoli da avere attorno.

Come praticare la Meditazione e ottenerne i Benefici

La Meditazione a molti può sembrare come un obbiettivo irraggiungibile. Chi ha il tempo di stare seduto quattro ore al giorno? La buona notizia è che non dovete praticare per ore per trovare effetti positivi. Anche poche decine di minuti al giorno impartiscono gli stessi benefici di chi la pratica più a lungo.

Per iniziare è consigliabile sfruttare la mattina, pochi minuti dopo essersi alzati prima di farsi una doccia. Trovate un angolo silenzioso della vostra dimora e provate a renderla più vivace con candele e un cuscino.Quando entrerete in questo spazio dedicato saprete che è il momento di mantenere la vostra mente concentrata.

Provate diversi tipi di meditazione e non preoccupatevi se state utilizzando la meditazione più proficua o se la state eseguendo correttamente. Non concentratevi troppo sulla tecnica, ma sul momento. Quando sarete sulla retta via ve ne accorgerete immediatamente.

(Fonte: www.naturopataonline.org)

Manuele Marazzi

Manuele Marazzi ”La dieta che salva le ossa”

In questo articolo Manuele Marazzi vi presenta una dieta efficace per il benessere delle nostre ossa.

Benessere delle ossa. Manuele Marazzi
Benessere delle ossa. Manuele Marazzi

Alcuni disturbi si muovono su una linea sottile tra malattia e condizione naturale. L’osteoporosi, la perdita di massa ossea che si manifesta in genere dopo i 40 anni, è un buon esempio di questo stato ambiguo. In parte impoverimento naturale del tessuto osseo che procede con l’invecchiamento, in parte condizione patologica particolarmente preoccupante nel sesso femminile dopo la menopausa. Le fratture ossee sono il rischio più grave. Ogni anno solo in Italia si contano oltre 70 mila fratture dovute all’osteoporosi. L’anca, le vertebre e le coste sono i segmenti scheletrici più colpiti. Contro l’osteoporosi la prevenzione è fondamentale e passa, in primo luogo, per un’alimentazione adeguata. Consumare più calcio è senza dubbio un ottimo consiglio, per quanto l’osteoporosi sia un fenomeno più complesso di una semplice carenza di calcio nella dieta. Una adeguata alimentazione preventiva richiede l’assunzione di almeno 800-1.500 mg al giorno di calcio oltre che di vitamina D.

Quali alimenti privilegiare?
Sì dunque a latte e latticini, ma consumati sempre in quantità modesta e come parte di una dieta a prevalenza vegetariana e povera di proteine animali. Buone e sicure fonti di calcio sono tutte le verdure a foglia verde come cavolo verde, lattuga, bietole, cime di rapa, spinaci e prezzemolo.Vegetali marini come le alghe giapponesi Kombu o piante come il tarassaco e l’ortica. Tra l’altro questi vegetali contengono altri sali minerali e vitamine importanti per il metabolismo del calcio tra cui vitamina K1e boro. Ancora, i semi di sesamo: impiegati interi per guarnire le pietanze, oppure finemente macinati e mescolati con il sale come condimento aromatico, sono un’ottima fonte di calcio, fosforo magnesio e vitamine del complesso B e PP.

Cibi ricchi di calcio…

– Latte e latticini

– Verdure a foglia verde

– Tarassaco

– Ortica

– Alghe

– Semi di sesamo

…E cibi da ridurre o evitare

– Caffè

– Bevande gasate ricche di fosfati

– Carne, insaccati, zuccheri raffinati, alcol (aumentano l’eliminazione renale del calcio)

Attenti agli incroci “pericolosi”
Per migliorare l’apporto di calcio non basta aumentare i latticini. Il loro elevato contenuto proteico, se associato all’abbondanza di alimenti proteici di cui è ricca la nostra dieta occidentale, finisce per favorire l’escrezione renale di calcio, mobilizzandolo dalle riserve ossee. Il risultato è di produrre un bilancio in perdita tra il calcio assorbito e quello eliminato. La soluzione: ridurre le proteine animali.

(Fonte: www.riza.it)

Manuele Marazzi

Manuele Marazzi ”Come e perchè perdonare”

In questo articolo Manuele Marazzi vi parlerà del perdono.

Perdonare. Manuele Marazzi
Perdonare. Manuele Marazzi

Cos’è il perdono?

Non esiste una definizione di perdono, in generale il perdono è la decisione di lasciare andare il risentimento e i pensieri di vendetta. Se ne parla in ogni pratica religiosa/ spirituale. In quella cattolica la parola perdono è citata ogni volta, ma spesso secondo me viene mail interpretata, oppure rimane una parola vuota.  E’ esperienza mia e di moltissime altre persone la potenza del perdono vero.

Perdonare vi libera dal gioco dell’offesa commessa contro di voi. Perdonare NON è dimenticare: l’atto rimane ma perdonando ci si focalizza sulle parti positive della vita. Non è nemmeno negare le responsabilità dell’altra persona, ne minimizza o giustifica il fatto. Perdonare è un regalo che fate a voi stessi non all’altra persona.

Il perdonare non garantisce la riconciliazione, anche perchè non sempre è possibile (magari l’altra persona e deceduta) oppure non è nemmeno appropriata. In casi familiari il perdono spesso porta alla riconciliazione, i tempi sono diversi, ma è verosimile pensare di si

Perchè perdonare ?

Sono stati fatti studi sugli effetti fisici dell’essere compassionevole oppure avere risentimento. E’ chiaro che essere sempre incazzato e acido porta a problemi di salute. Lo potete provare sulla vostra pelle. Se pensate a qualcosa che vi apre una ferita morale, non state bene, non siete lucidi, magari escono problemi fisici. Quali sono i vantaggi fisici su  del perdonare?

  • Pressione più stabile
  • Riduzione significativa dello stress
  • Meno rabbia
  • Battito cardiaco regolare
  • Abbassa il rischio di abusare di alcool, pillole e droghe!
  • Riduzione di dolori cronici
  • Più amicizie e relazioni più sane
  • Benessere e Spiritualità più forti

Gli ostacoli più grossi al perdono

Posso comprendere che, specie all’inizio, non sia facile perdonare. Ecco tutte le frasi che ci diciamo per auto-sabotarci:

-Il perdono è qualcosa che faccio per l’altro

Sbagliato ! Il perdono è un regalo che fate a voi stessi. Tenere negatività toglie tantissime risorse, che potete utilizzare per cose migliori…

-L’altra persona deve fare qualcosa prima che io possa perdonarlo

Se state aspettando che un altra persona si accorga che ti ha fatto del male, state mettendo nelle mani di quella stessa persona il potere del perdono. Riprendete il controllo, decidete di non rimuginare sul passato e fate la scelta di perdonare

-Se perdono vuol dire che quello che ha fatto l’altro andava bene

il Perdonare non manda questo  messaggio! Anzi dice che vogliamo tagliare col passato e tutte le sensazioni pesanti ad esso collegate. Quando ci alleggeriamo del nostro carico emozionale, ci rifutiamo di accettare che il passato continui a tornare  (nota di Cocooa.com : non facile da capire adesso, ma avrà un senso quando fate l’esercizio :-).

-Devo avere sensazioni positive per la persona che sto perdonando

Anche se è vero che perdonare può modificare il dolore in compassione, non è necessario sostituire le sensazioni negative con altre positive. L’importante e la volontà di rilasciare le energie negative.

-Se la perdono posso essere ferito ancora

Rilasciando il passato non dimenticate la lezione che vi avete imparato. Fate tesoro dell’esperienza, ma togliete il dolore associato alla stessa.

-L’ho già perdonato, ma sono ancora furente con lui

Il perdono è un processo, può darsi che serva rilasciare più di una volta. Se le sensazioni negative dovessero riapparire.

-Ho bisogno di capire per poter perdonare

Spesso il capire una cosa non porta alla soluzione. Potrebbe darsi che non capirete mai il perchè di un’azione e potrebbe darsi che non lo capisca nemmeno l’altra persona. Evitate in questa trappola e perdonante anche senza capire il perchè dell’azione

Come so se è l’ora di perdonare?

Gli esercizi che vi metto alla fine andrebbero fatti comunque per i benefici che portano, ma posso capire che spesso si agisce solo se si è in emergenza. Per emergenza intendo:

  • Amici che vi evitano perchè siete sempre incazzosi
  • Sentirsi dire dai familiari che siete sempre troppo permalosi e saltate per nulla
  • Non siete mai capiti
  • Vi alcolizzare per dimenticare
  • Essere consumati dal desiderio di vendetta e punizione
  • Pensare che le persone sia tutte li per fregarvi
  • Avere grossi impedimenti alla vostra attività religiosa / spiritutale (qualsiasi essa sia)

Come perdonare?

Siete arrivati fino a qui, e vi meritate 2+1 modi pratici che ho usato congrande successo:

Il perdono può essere molto sfidante, specie con qualcuno che non ammette l’errore o non parla… Ricordate che i benefici del perdono sono per voi. Spesso può bastare parlarne con una persona che ritenete saggia e compassionevole, oppure a volte e necessario pensare alle volte che avete offeso voi e siete stati perdonati.

Posso capire che se le sensazioni sono molto forti verso quella persona non è facile fare l’esercizio sopra, molto più semplice è il rilascio

Rilascio (sedona method / Pie )

Il sedona method e la Pie sono due sistemi che hanno lo scopo di “rilasciare”, Il sedona è un processo più mentale/ linguistico mentre la pie ci unisce anche tecniche mutuate dalla medicina energetica. Vi descrivo il processo: rilassatevi, prendete la sensazione/ cosa che vi da fastidio,  visualizzatela in un punto del vostro corpo, prendete coscienza il fatto che ci sia, fate un respiro e allontanatela dal vostro corpo, facendola scomparire come una nuvola. A seconda del vostro tunnel di realtà la potete farla uscire dal chackra del cuore, spostarla con le mani fisiche, immaginare un enorme ventilatore che la soffia via. Tutti i metodi vanno bene, potete leggere cosa è e come funziona il Sedona Method

EFT

Se proprio il solo pensare alla persona vi crea un fastidio, vi consiglio di usare l’EFT per diminuire l’impatto emotivo e poi procedere con le tecniche sopra indicate. Ci sono moltissime risolse in italiano, e vi consiglio di cercarle su youtube. Fate attenzione perchè l’EFT è uno strumento facile da imparare e ciò ha creato decine di auto-appuntati “esperti” che non sanno cosa dicono o che lo dicono male.

(Fonte: www.cocooa.com)

Manuele Marazzi

 

Manuele Marazzi ”i 7 principi del Bushido”

In questo articolo Manuele Marazzi vi parlerà del Bushido.

Bushido. Manuele Marazzi
Bushido. Manuele Marazzi

Il Bushido letteralmente «la via (o la morale) del guerriero» è un codice di condotta e un modo di vita simile al concetto europeo di cavalleria e a quello romano del ”mom maiorum”, adottato dai samurai cioè la casta guerriera in Giappone. In esso, a differenza di altri addestramenti militari nel mondo, sono raccolte, oltre le norme di disciplina militari, anche quelle morali che presero forma in Giappone durante gli ”shogunati di Kamakura”  e ”Muromachi”, e che furono formalmente definite ed applicate nel periodo ”Tokugawa”.

Sebbene risalga al 660 a.C., questo codice fu citato per la prima volta nel Kōyō Gunkan (1616) e messo organicamente per iscritto, in seguito, da Tsuramoto Tashiro o Hagakure.

Ispirato alle dottrine del buddhismo e del confucianesimo adattate alla casta dei guerrieri, il Bushido esigeva il rispetto dei valori  di onestà, lealtà, giustizia, pietà, dovere e onore, i quali dovevano essere perseguiti fino alla morte. Il venir meno a questi princìpi causava il disonore del guerriero, che espiava la propria colpa commettendo il seppuku, il suicidio rituale.

Successivamente alla Restaurazione Meiji, il Bushido ebbe come punto fondante il rispetto assoluto dell’autorità dell’imperatore e divenne uno dei capisaldi del nazionalismo giapponese. Uno dei princìpi del Bushido, l’assoluto disprezzo per il nemico che si arrende, fu la causa dei trattamenti brutali e denigranti a cui i giapponesi sottoposero i prigionieri nel corso della seconda guerra mondiale  (al contrario del ”mos” romano, nel quale con la resa – dopo la relativa intimazione – il nemico viene risparmiato mentre, se rifiuta di arrendersi, viene sterminato); l’inaccettabilità etica della resa e la ricerca di una morte onorevole in combattimento, spinse molti kamikaze al sacrificio.

Il Bushido si fonda su sette concetti fondamentali, ai quali il samurai deve scrupolosamente attenersi:[3]

義, Gi: Onestà e Giustizia

Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell’onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

勇, Yu: Eroico Coraggio

Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L’eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.

仁, Jin: Compassione

L’intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d’aiuto ai propri simili e se l’opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una. La compassione di un samurai va dimostrata soprattutto nei riguardi delle donne e dei fanciulli.

礼, Rei: Gentile Cortesia

I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini. Il miglior combattimento è quello evitato.

誠, Makoto: Completa Sincerità

Quando un Samurai esprime l’intenzione di compiere un’azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l’intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di “dare la parola” né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.

名誉, Meiyo: Onore

Vi è un solo giudice dell’onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.

忠義, Chugi: Dovere e Lealtà

Per il Samurai compiere un’azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.

(Fonte: www.wikipedia.it)

Manuele Marazzi

Manuele Marazzi ”come gestire la rabbia”

In questo articolo scopriremo insieme a Manuele Marazzi cos’è la rabbia, da dove nasce e come imparare a gestirla.

Gestire la rabbia. Manuele Marazzi
Gestire la rabbia. Manuele Marazzi

Gestire la rabbia

La rabbia è uno dei sentimenti che caratterizzano l’essere umano, come risposta a provocazioni, insoddisfazioni o altre situazioni che in qualche modo compromettono la serenità e il nostro equilibrio mentale. La rabbia è in molti casi un sentimento dominante nella vita quotidiana di molte persone: a casa, in ufficio, al supermercato, in macchina ecc. Molte sono le situazioni che portano l’individuo ad essere preda della rabbia, soprattutto in una società dominata da ritmi frenetici e da stress in dosi massicce. Per non parlare di quelle situazioni a carattere socio-politico che portano interi gruppi di persone a manifestare la propria rabbia come segno di protesta verso governi, tasse, condizioni di lavoro inaccettabili ecc.

 

Sfruttare la rabbia a proprio vantaggio

Molte persone hanno serie difficoltà a gestire la loro rabbia. La buona notizia è che è possibile imparare a trattare questo stato, fino addirittura a trasformalo in qualcosa di positivo, canalizzando l’adrenalina che da esso si scatena in maniera costruttiva. Pochi sono consapevoli del fatto che esiste anche una rabbia “buona”, che, se espressa in un modo sano e mirato, può apportare benefici e vantaggi.

L’obiettivo resta quello di fare in modo che la rabbia non si impossessi di noi e di restare il più possibile lucidi per rispondere in maniera costruttiva ad ogni provocazione e migliorare il modo di relazionarsi con gli altri anche nei momenti più difficili.

I rischi della rabbia repressa

Nella maggior parte delle situazioni, combattere o fuggire non porta a nessun risultato e la rabbia si impadronisce di noi peggiorando ulteriormente le cose.
Se da un lato essere arrabbiati non costituisce un problema in sé, il modo in cui gestiamo (o non gestiamo) questo malessere lo può diventare: la rabbia diventa infatti un serio problema quando arriviamo a danneggiare noi stessi o coloro che ci circondano, spesso come risultato del fatto che si ha accumulato rabbia dentro di sé senza averla esternata sul momento. La rabbia inespressa è potenzialmente una delle più pericolose, tale da compromettere seriamente la propria salute, soprattutto se si ha la tendenza ad accumularla nel tempo senza mai sfogarsi. Le conseguenze negative a lungo termine non sono da sottovalutare e possono manifestarsi in un’aggressività via via crescente che porta ad affrontare in maniera sbagliata anche quelle circostanze che di per sé non dovrebbero comportare l’insorgere di rancori. Il primo passo è dunque quello di eliminare ogni traccia di rabbia repressa. La ricerca ha dimostrato che la rabbia è un sentimento in grado di autoalimentarsi, con una sorta di effetto cumulativo: ogni episodio di rabbia non fa che sommarsi alla rabbia inespressa accumulata precedentemente. Ecco perché è fondamentale eliminare del tutto ogni rancore nel momento stesso in cui si manifesta, per evitare che diventi uno stato cronico.
L’impossibilità di esprimere la propria rabbia in maniera costruttiva e innocua per coloro che ci stanno intorno, può diventare un male per la propria salute emotiva, mentale e fisica, con gravi conseguenze come: depressione, ansia, insonnia, dipendenza da alcool o droghe, disturbi del comportamento alimentare e persino fenomeni di autolesionismo. Dal punto di vista medicole conseguenze potrebbero essere altrettanto preoccupanti: bruciori di stomaco, ulcera, colite, gastrite, problemi al sistema circolatorio e pressione alta.
Secondo una recente ricerca, i giovani che reagiscono abitualmente allo stress mediante la rabbia hanno maggiori probabilità di avere un attacco di cuore precoce, rispetto ai loro coetanei più “tranquilli“.
La ricerca rivela anche che chi assume un atteggiamento passivo durante un litigio con il proprio partner ha maggiori possibilità di morire di malattie cardiache o di andare incontro a gravi disturbi legati allo stress.
Nei soggetti predisposti, i forti attacchi di rabbia possono sfociare in comportamenti violenti e distruttivi potenzialmente pericolosi per famigliari, amici e per coloro che hanno la sfortuna di imbattersi nel soggetto in questione quando questi è in preda alla rabbia. A rimetterci potrebbero essere i rapporti interpersonali con parenti, colleghi e conoscenti, portando ad un isolamento ancora più distruttivo.

Come si manifesta

Quando si è vittima di un attacco di rabbia, il corpo subisce una trasformazione: aumenta illivello di adrenalina nel sangue, il cuore pompa più velocemente, le pupille di dilatano, sisuda, la respirazione diventa più veloce e il tono della voce subisce un’alterazione. In altre parole si è preda di un impulso spesso difficile da controllare e molte persone sviluppano immediatamente un’aggressività che può sfuggire dal proprio controllo, diventando potenzialmente pericolosa. La rabbia è dunque uno degli impulsi più difficili da controllare, a causa del suo essere una reazione involontaria che sorge come istinto di autoprotezione rispetto ad una situazione avversa cui siamo esposti.

Come affrontare la rabbia 

Coloro che ambiscono ad una salute mentale ottimale, hanno il dovere di imparare ad affrontare i loro attacchi di rabbia: lo scopo non è quello di imporsi di non arrabbiarsi mai (sarebbe impensabile), quanto piuttosto quello di imparare a sviluppare delle strategie per esprimere la rabbia nella maniera più costruttiva possibile. Tentare di reprimere la rabbia non è dunque la soluzione.

Ecco alcune strategie per affrontare in modo produttivo la propria rabbia nella vita quotidiana.

  1. Quando sei arrabbiato, conta lentamente fino a dieci.
    Per compensare la scarica di adrenalina provocata dalla rabbia, prova ad aspettare alcuni istanti prima di iniziare a dire o fare qualsiasi cosa. Respira a fondo, lentamente, contando fino a 10 (o anche di più se necessario). Approfitta di questa pausa per riflettere attentamente sul da farsi nell’immediato, onde evitare di lasciarti assalire dall’istinto che potrebbe portarti a fare qualcosa di cui poi ti pentirai sicuramente.
  2. Concediti un periodo di riflessione.
    Per calmare ulteriormente il sistema di neurotrasmettitori messi a dura prova dall’attacco di rabbia, prova a staccare completamente la spina per alcune ore, riducendo al minimo ogni tipo di stimolazione esterna e rifugiandoti in un ambiente tranquillo, al riparo da ogni fonte di stress. Abbassa le luci e prova ad ascoltare un po’ di musica rilassante.
  3. Fai più esercizio fisico.
    E’ scientificamente provato che fare movimento aiuta a dosare al meglio lo stress e ad affrontare con più lucidità le situazioni più complicate. Sono sufficienti 30 minuti per tre volte alla settimana per ristabilire un equilibrio corpo-mente, che può rivelarsi fondamentale anche nel gestire la propria rabbia.
  4. Cerca di non arrabbiarti quando sei di fretta.
    Non avere il tempo sufficiente per valutare la gravità di una situazione può scatenare rabbia immotivata. Nei momenti in cui si è di corsa, si dovrebbe fare in modo di non cedere a provocazioni di alcun tipo. Avere più tempo a disposizione è fondamentale per riconoscere se valga davvero la pena arrabbiarsi per quella determinata situazione.
  5. Osserva la tua rabbia.
    Anziché abbandonarti alla collera, prova a concentrati e ad osservare l’emozione che stai provando: poni la tua attenzione sui pensieri che stanno attraversando la tua mente e sforzati di analizzare tutti i vari sentimenti che compongono la rabbia che ti assale. Prova ad essere un osservatore esterno che esamina con lucidità tutti i sintomi di questo rancore incalzante, sia quelli corporei sia quelli mentali. Questo esercizio, per quanto difficile possa sembrare, è importantissimo per aiutarti a non perdere mai il controllo e a non dirottare la tua emotività verso coloro che ti circondano.
  6. Cerca di non portarti dietro la rabbia quando vai a dormire.
    La rabbia interferisce seriamente con il sonno. La mente continua a lavorare senza sosta e l’adrenalina ancora in circolo può causare insonnia.
  7. Sfoga la tensione accumulata.
    Naturalmente questo non significa rompere oggetti o peggio ancora picchiare qualcuno. Alcuni buoni modi per sfogare tutta la tensione accumulata potrebbero essere fare una corsa, una camminata veloce, una doccia tonificante, prendere a pugni un cuscino, urlare forte (senza spaventare i vicini di casa!), concedersi un massaggio rilassante, ascoltare la musica che più ci piace e farci trasportare da essa, magari cantando o ballando ecc. In questa maniera è possibile trasformare l’energia distruttiva della rabbia in energia costruttiva.
  8. Elimina le fonti di rabbia
    Un buon modo per vivere con più serenità e ridurre al minimo i momenti in cui si diventa preda di attacchi di rabbia è quello di eliminare, là dove possibile, le fonti che sappiamo essere in grado di genere rancori, come ad esempio la lettura di un determinato giornale le cui notizie ci danno sempre motivo di arrabbiarci, o ancora quel collega d’ufficio che proprio non tolleriamo (in questo caso è sufficiente limitare i rapporti allo stretto indispensabile), prendere quell’autobus sempre affollato dove immancabilmente finiamo per litigare con qualcuno ecc.
  9. Prenditi cura di te stesso
    Un sonno regolare, una dieta equilibrata, un po’ di esercizio fisico sono ottimi modi per acquisire un benessere non soltanto fisico, ma anche psicologico, fondamentale per riuscire a non cedere alla rabbia e ridurre sensibilmente lo stress. Uno stile di vita sano può essere un fattore determinante per diventare più sereni, pazienti e tolleranti verso tutto ciò che ci circonda. In altre parole, se ci si sente bene con se stessi sarà più facile sentirsi bene anche con gli altri.
  10. Impara a conoscere e rispettare i tuoi limiti
    Evita il più possibile di sovraccaricarti di impegni: prova a spegnere di tanto in tanto il cellulare, il computer o la televisione e impara a concederti dei momenti di puro relax, dove rifugiarti dal rumore costante della vita frenetica. Crea un momento in cui staccare la spina da tutto e da tutti, magari a casa, oppure concedendoti una passeggiata rilassante (senza portarti dietro il telefono!).
  11. Sposta l’attenzione dal problema alla soluzione
    Nel corso di una discussione, prova a focalizzare le possibili vie d’uscita e le soluzioni. Insistere sul problema puntando il dito verso il nostro interlocutore non aiuta a distendere i nervi, al contrario non fa che gettare benzina sul fuoco. Meglio provare a dirottare immediatamente il diverbio sulle modalità per risolvere quel determinato problema, su possibili strade risolutive o compromessi e chiarirsi con l’altra persona senza lasciare rancori in sospeso. Nei casi in cui non si riesce a trovare un punto di accordo, può invece essere saggio rimandare ad un secondo tempo, lasciando che la rabbia faccia il suo decorso naturale e riprendendo la discussione quando gli animi si saranno calmati su entrambi i fronti. Talvolta posticipare in attesa di una futura negoziazione può essere la scelta vincente, in quanto in un momento successivo la questione apparirà molto meno grave di quanto avessimo inizialmente ipotizzato.
  12. Non offendere
    Troppo spesso capita di ferire o offendere coloro che ci circondano nei momenti in cui veniamo assaliti dalla rabbia. In questi casi occorre davvero fare uno sforzo e contare fino a dieci prima di lasciarsi andare a parole offensive. Utilizzare toni violenti non solo non è d’aiuto per nessuno, ma ha inoltre l’unico effetto di aumentare la tensione. Inoltre, offendere gratuitamente un amico, un collega o un parente non farebbe altro che alimentare pesanti sensi di colpa a discussione ultimata.
    Ricordati che si può sempre scegliere di evitare di usare quelle parole che possono seriamente ferire una persona. Quando non riusciamo a controllare la rabbia, siamo spesso capaci di usare parole fortemente offensive, tali da danneggiare i nostri rapporti con coloro che amiamo e che si preoccupano di noi: in questi casi, a discussione ultimata, rimane solo un pesante rimorso e il dovere di chiedere scusa, ma qualche volta capita che le scuse non riescano a ricucire i rapporti. Vale davvero la pena mettere in gioco un legame di amicizia o affetto solo perché non si è in grado di gestire la propria rabbia? Ovviamente no, ecco perché è fondamentale imparare a dosare le parole, specialmente in quei momenti in cui siamo annebbiati da un forte rancore.
  13. Gioca d’anticipo
    Quando certe situazioni non possono proprio essere evitate e si sa già che si andrà incontro ad un momento di tensione, prova a prepararti in anticipo, decidendo già come gestire la situazione e prevedendo possibili mosse dell’interlocutore. Questo esercizio può aiutare a vivere un momento difficile in maniera più lucida e razionale, preparando la mente ad affrontare qualsiasi provocazione. Più conosci la persona con cui dovrai rapportarti nell’ambito di una discussione, più sarà facile allenarti in anticipo ad affrontarla in maniera controllata ed efficace.

(Fonte: www.marcotogni.it/)

Manuele Marazzi

Manuele Marazzi ”come aumentare la memoria”

In questo articolo Manuele Marazzi vi darà dei consigli su tutti i rimedi naturale che potrete usare  per aumentare la vostra memoria.

Memoria. Manuele Marazzi
Memoria. Manuele Marazzi

Uno dei più grossi problemi di salute ( se così vogliamo chiamarlo) che colpisce una buona fetta di persone al giorno d’oggi è la mancanza di memoria!

Capita spesso agli adolescenti e ai nostri ragazzi in quanto vanno a scuola o all’università e si ”accorgono” di questa loro mancanza, ma è un fenomeno che colpisce inaspettatamente anche molti adulti i quali non sempre se ne accorgono perché molti di essi non fanno attività che necessitano di avere una grande memoria.

In verità non è la mancanza di memoria il vero problema, perché la mente è l’organo tra i più eccellenti che esistono sulla faccia della terra, è solo una questione di allenamento e di volontà che permettono di estrapolare il massimo dalla mente.

Se questo non accade e c’è la necessità di dover sfruttare la propria mente e la propria memoria al massimo e nel giro di poco tempo, ecco quindi che i rimedi naturali ci vengo in aiuto.

In particolare ecco i migliori rimedi naturali da me consigliati e testati per aumentare le memoria in modo veloce ed efficace.

 

Aumentare la memoria – Ginko Biloba

Il Ginko Biloba è una pianta di origine cinese le cui proprietà sono particolarmente indicate per aumentare e migliorare la circolazione sanguigna; avere un ottima circolazione significa maggior afflusso di sangue al cervello e quindi una migliore reazione agli stimoli.

Inoltre viene somministrato anche ai malati del morbo di alzheimer e usato in molti casi anche in medicina.

Lo puoi trovare in erboristeria sotto forma di compresse ingeribili, te ne consiglio l’assunzione per un periodo di almeno 20/30 giorni per fornire al tuo organismo un integrazione per aumentare la memoria in modo efficace.

 

Aumentare la memoria – Eleuterococco

L’eleuterococco è una pianta dalle eccezionali proprietà che agisce sul sistema immunitario rafforzandolo, ideali in casi di stress e di affaticamento e di ipotensione.

Quindi rappresenta un coadiuvante ideale nel cercare di aumentare la memoria, ha principi attivi in grado di stabilizzare e portare a livelli di eccellenza le qualità naturali della memoria!

Si trovano facilmente in erboristeria in soluzione acquosa da assumere con acqua e si consiglia l’assunzione per almeno 15/20 giorni ma l’effetto sarà percepibile sin dai primi giorni di trattamento.

In particolare l’eleuterococco è preferibile nei casi in cui la mancanza di memoria sia associata a forte stanchezza e stress causato dai più svariati motivi.

Da assumere TASSATIVAMENTE AL MATTINO, in quanto se lo assumi di sera è probabile che non dormi in quanto da energia e potrebbe infastidire il normale ciclo sonno-veglia.

 

Aumentare la memoria – Ginseng

E’ l’energizzante per antonomasia, definito in antichità come ”il rimedio a tutti i mali”.

A questa pianta e alle sue radici, vengono attribuite proprietà di ogni tipo e si dice che possa portare anche a fastidiosi effetti collaterali.

In realtà, per mia esperienza personale, posso affermare con certezza che il ginseng è per l’appunto un ottimo energizzante non solo per il corpo ma anche per i reni.

In particolare aiuta l’aumento della memoria perché stimola la circolazione e come abbiamo già visto, migliore è l’afflusso del sangue (e quindi i ossigeno) al cervello, e migliori saranno le sue reazioni.

E’ consigliabile un trattamento con ginseng, trovabile in comunissime erboristerie, (evita quelli da supermercato anche se di marca) qualche tempo prima dell’arrivo del grande caldo come prevenzione per non trovarsi privi di energia nel momento di èiù forte bisogno.

(Fonte: www.rimedinaturalisalute.com/)

Manuele Marazzi

Manuele Marazzi ”La rinascita interiore”

In questo articolo Manuele Marazzi vi parlerà del difficile cammino della rinascita interiore.

Rinascita interiore. Manuele Marazzi
Rinascita interiore. Manuele Marazzi

Mai come in questo momento l’essere umano sente il bisogno esistenziale di cercare quei valori che lo aiutino nell’ evoluzione interiore spirituale, al fine di sfatare il profondo dilemma della dipartita materiale (morte): tutto questo vuoi per una ricerca personale, vuoi per una presa di coscienza della vita attuale, intesa come Dono Divino. L’evoluzione umana consiste nell’apprendere e nel mettere in pratica le Leggi date da Dio a Mosè , ossia i dieci comandamenti che fanno parte dei Valori Cosmici Universali .

Ogni pianeta evolve secondo precise regole in armonia con i suoi abitanti, perché anche i pianeti sono viventi. La scala evolutiva è divisa in dimensioni: troviamo al suo primo gradino il regno minerale, seguono quello vegetale e animale (seconda dimensione) ed umano (terza dimensione, ossia quella attuale in cui stiamo vivendo sulla Terra); parlando di quest’ultima, spieghiamo che ogni essere umano di terza dimensione, è composto da tre parti di materia e da una parte di spirito; le tre parti di materia pesano immensamente sulla nostra esistenza; infatti, la gran parte degli esseri viventi dà più importanza ai valori della materia che perisce, mentre solo pochi hanno compreso l’importanza dell’evoluzione dello spirito che eterna, ed ambiscono quindi ad intraprendere un sentiero che li porti verso la Luce Divina.

Gli esseri di quarta dimensione hanno due parti di materia e due di spirito: sono fisionicamente simili a noi; hanno già compreso l’importanza della spiritualità ed hanno quindi già fatto un balzo di qualità nell’amore; sono più evoluti di noi tutti in scienza, ma soprattutto in coscienza; hanno compreso (e quindi messo in pratica nei loro mondi), che il rispetto verso gli altri e la fratellanza tra i popoli sono comportamenti consoni agli Insegnamenti Celesti e che le guerre non sono la strada giusta per combattere il male, poiché ogni guerra chiama solo altra violenza ed altra povertà morale, materiale e spirituale.

Questi Fratelli vivono in armonia su pianeti al di fuori del nostro sistema solare e sono quelli che potremmo chiamare “viaggiatori dello spazio”. Proseguendo con le dimensioni superiori, gli esseri che vi appartengono possono avere un’evoluzione ancora maggiore, potendo diventare acorpi, con compiti e vite che sfuggono alla comprensione terrestre. La scala di Giacobbe è la metafora del percorso evolutivo.

L’essere umano si deve rendere conto che la sua vita è il risultato di ciò che ha seminato nel passato, ossia anche in vite precedenti; il detto “come si semina, così si raccoglie” significa proprio questo. Ecco che, in questo concetto, troviamo la legge del karma (destino evolutivo) e della reincarnazione, valori che sono stati sempre presenti nella Bibbia e nei Vangeli, ma che nei vari concili della storia sono stati volutamente eliminati o definiti “anatema” dalla chiesa cattolica.

La legge del karma e della reincarnazione sono regole di vita che nessun essere umano può eludere; quando finiamo ogni nostra esistenza in vita, ci aspetta un giudizio, sia nel bene che nel male, ed in quel momento ognuno di noi ha la panoramica completa di tutte le sue esperienze: comprende, quindi, dove ha sbagliato e cosa deve ancora imparare; in seguito sceglierà egli stesso quali nuove esperienze affrontare per continuare la sua evoluzione. Le prove della vita, soprattutto quelle negative che ci fanno soffrire, sono le occasioni che il buon Dio ci offre, per forgiare e cesellare la nostra fede.

La fede non è un dono, bensì una conquista , che si ottiene con sacrifici personali, pronti a rimettere in gioco i propri principi, che a volte sono dettati dall’orgoglio e dalle consuetudini della nostra odierna società. Rinascita interiore significa prendere coscienza e mettere in pratica questi valori , consapevoli che ogni minuto della nostra vita è preziosa e indispensabile, e che abbiamo sempre da imparare fino all’ultimo momento vissuto della nostra esistenza. Il sentiero della rinascita interiore è molto impegnativo, ma non impossibile da intraprendere : la consapevolezza della vita come dono d’amore ed il rispetto dell’altrui pensiero, sono sicuramente il passo principale.

L’essere umano, per sua natura, ha sempre temuto ciò che sconosce, o che nel corso dei millenni si è abituato a non ricordare: questo significa che spesso ci precludiamo quelle realtà che sono sempre esistite, come ad esempio i valori d’amore, di pace e di fratellanza universale, che i profeti della storia d’ogni tempo e paese hanno voluto ricordare ai propri simili, ma sovente sono stati biasimati, calunniati, accusati di crimini inesistenti e condannati a morte (per poi essere spesso santificati), perché il loro pensiero, pur coerente con l’Insegnamento Divino, contrastava le regole dei potenti di ogni tempo.

Un Dio giusto non ci può offrire una sola vita per apprendere le Sue Leggi e comprendere i nostri errori: questo pensiamo sia chiaro a chiunque, altrimenti non potremmo capire il significato di esistenze che durano pochissimo tempo o addirittura pochi attimi. Gesù Cristo è venuto tra noi e pochi lo hanno compreso nel suo profondo messaggio d’amore, di giustizia e di fratellanza sopra tutte le frontiere del mondo.

Apriamo il cuore alle Verità che ci rendono liberi di volare sulle ali dell’amore e la nostra vita comincerà così un nuovo percorso per costruire un futuro di vera pace, amore e fratellanza nella Luce Divina.

(Fonte: www.shamor.it )

Manuele Marazzi