Manuele Marazzi: “I 7 chakra vitali per la Vita”

I Chakra: 7 Elementi di Vita

I Chakra (dal sanscrito, ruota, cerchio, movimento) sono, secondo la remota dottrina indiana dei Tantra, in parte collegata con lo yoga

ma autonoma nei suoi sviluppi, centri d’azione presenti nel corpo umano che accumulano, elaborano e trasmettono l’energia vitale, il prana, nell’individuo.

Sebbene i chakra abbiano i loro corrispettivi organici (per esempio plesso solare, cardiaco, eccetera) non possono però essere indentificati con essi, in quanto nei chakra l’universo fisico e quello psichico dell’uomo si intersecano compenetrandosi reciprocamente.

Grazie a specifici esercizi di meditazione, l’adepto yogico riesce a svegliare la forza spirituale Kundalini (dal sanscrito kundala, gomitolo) dormiente in forma di serpente arrotolato alla base della colonna vertebrale, nel primo Chakra (Muladhara. Una volta attivata, Kundalini prende a salire, attraverso uno dopo l’altro i chakra successivi, facendo sperimentare allo yogi stati sempre più particolari di consapevolezza, di beatitudine (ananda) e facendogli acquistare speciali poteri psichici ( siddhi). Per questo i chakra vengono chiamati “ centri di coscienza.”

I 7 chakra sono:

Settimo Chakra: Sahasrara, della Corona, Centro del Vortice, Loto dai 1000 petali.  Si riferisce alla coscienza come consapevolezza pura. Pensiero, identità universale, orientata verso autocoscienza.

Sesto Chakra: Ajna, Terzo Occhio, centro del Comando, delle Sopracciglia,  della Conoscenza, della Saggezza Interiore; Esso apre le porte alle nostre facoltà psichiche e alla  “comprensione”. Visualizzazione. Vista Psichica.

Quinto Chakra: Vishuddha, del Collo, della Gola o Centro di Comunicazione; Suono, identità creativa, orientata verso l’auto-espressione.

Quarto Chakra:  Anahata, Centro del Cuore; è quello centrale del sistema. È collegato con l’amore ed è l’integratore degli opposti nella psiche:un quarto chakra sano ci permette di amare profondamente, di sperimentare la pietà e un senso profondo di pace.

Terzo Chakra:  Manipura, del Plesso Solare, dell’Ombelico, della Milza, dello Stomaco e del Fegato Regola la nostra alimentazione, la volontà ed autonomia personali, così come il nostro metabolismo.

Secondo Chakra: Svadhistana, Sacrale o Centro della Croce; situato nell’addome, un po’ in basso dietro  gli organi sessuali, è collegato con l’acqua come elemento, alle emozioni ed alla sessualità.

Primo Chakra:  Muladhara, della Base, Centro della Radice o Centro del Coccige; Situato alla base della spina, questo chakra forma il nostro fondamento. Rappresenta la terra come elemento e quindi è collegato con i nostri istinti di sopravvivenza ed al nostro senso di realtà.

Tratto da Natura e Salute Edizioni Red

Meditazione sulla Respirazione

Amici, il vostro Manuele Marazzi vi suggerisce una delle pratiche più semplici, che è la meditazione sul respiro. Questa pratica alimenta sia la concentrazione che la consapevolezza. Benché fosse il metodo che secondo la leggenda condusse il Buddha all’illuminazione, ha anche trovato un uso più mondano nella psicoterapia e nella medicina comportame

Meditazione Manuele Marazzi
Modello di Meditazione. Manuele Marazzi

ntale come tecnica per rilassarsi profondamente.

Per cominciare, portate la vostra consapevolezza sul vostro respiro, notando ogni inalazione ed esalazione. Potete osservare il respiro sia sentendo le sensazioni alle narici sia notando l’alzarsi e l’abbassarsi del vostro ventre mentre respirate.

Cercate di essere consapevoli di ogni respiro per la sua intera durata: l’intera inspirazione, l’intera espirazione. Non cercate di controllare il respiro – osservatelo soltanto. Se il vostro respiro diviene più leggero, lasciatelo essere leggero. Se diviene più veloce o più lento, assecondatelo. Il respiro si regola da sé. Mentre meditate, il vostro lavoro è semplicemente di esserne consci.

Fate come Me, Manuele Marazzi, ovvero che ogni volta che notate che la vostra mente si è distratta, riportatela gentilmente sul vostro respiro. Durante la meditazione, il vostro patto con voi stessi è che ogni altra cosa al di là del vostro respiro – pensieri, progetti, ricordi, suoni, sensazioni – è distrazione. (Fonte Daniel Goleman)

Manuele Marazzi: “Spirito e Materia e una Nuova Vita”

Meditare con Manuele Marazzi
Meditare con Manuele Marazzi

Manuele Marazzi: “Un passo avanti nella guarigione: e lo spirito libero si accosta di nuovo alla vita, anche se lentamente, quasi a malincuore, con diffidenza.” Intorno a lui tutto torna ad essere più caldo, più solare; il sentimento di sé e degli altri si acuisce, e brezze di ogni sorta spirano intorno a lui. Ha quasi la sensazione che solo ora i suoi occhi si aprano a ciò che è vicino. E stupito, e siede in silenzio: dov’era dunque? Queste cose vicine e vicinissime, come gli appaiono mutate! di quale lanugine e incanto si sono rivestite nel frattempo!

Le nostre interazioni con gli altri sono alla base del nostro successo nella vita, sia professionale che personale. Il nostro rapporto con gli altri è strettamente legato al rapporto che abbiamo con noi stessi. Si descrive come solo l’esperienza della trascendenza sia la vera esperienza dell’essere se stessi e, da quanto più tempo sperimentiamo questo, tanto più potremo mantenere il nostro sé, anche al di fuori della meditazione, mentre siamo in attività.

Ha quasi la sensazione che solo ora i suoi occhi si aprano a ciò che è vicino. E stupito, e siede in silenzio: dov’era dunque? Queste cose vicine e vicinissime, come gli appaiono mutate! di quale lanugine e incanto si sono rivestite nel frattempo!

 

Questo è lo spirito che ci deve animare. Questo è il nuovo spirito di Manuele Marazzi.

Manuele Marazzi e il cambiare vita

Meditare con Manuele Marazzi
Meditazione al mare con Manuele Marazzi

“Cambiare… lavoro, compagno, condizione di vita!” Fondamentale per migliorarsi e migliorare secondo Manuele Marazzi. Talvolta ci capita di svegliarci una mattina con un desiderio di cambiamento che non ci abbandona più. Tuttavia, prima di placare questa sensazione, è consigliabile fare il punto della situazione. Cambiare sì, ma comprendere per quali ragioni e in che modo attuare il cambiamento.

I nostri desideri di cambiamento si aprono talvolta un varco attraverso il cuore della nostra vita professionale, sentimentale e anche nella nostra quotidianità. Un ennesimo imbottigliamento nel traffico mentre ci rechiamo al lavoro o un sopruso, un pensiero ricorrente che ci martella dentro la testa e che ci dà la sveglia la mattina… ed eccoci navigare in Internet per seguire le offerte di lavoro o leggere gli annunci immobiliari per affittare una casa vicino al mare. Una volontà di cambiamento che percepiamo nitidamente, ma che è importante valutare per capire se non si tratti di un’ennesima fuga ma piuttosto di un mezzo per evolvere.

Oggi il cambiamento è all’ordine del giorno, tanto più perché sembriamo aver raggiunto una soglia critica in diversi ambiti: ecologici, relazionali o addirittura professionali. Resta il fatto che il cambiamento fine a se stesso non porta a grandi risultati. Diventare vegetariani o andare in Canada ad aprire una pizzeria ha senso solo se corrisponde a un autentico desiderio interno.

Per questo se il cambiamento è di tutti, tutti possiamo giovarne, quindi cambiamo insieme che forse, nel nostro piccolo, cambieremo il mondo.

Manuele Marazzi

Lo Stress? Un’analisi firmata Manuele Marazzi

Lo stress è una parola magica, la si usa in ogni circostanza; anche in medicina quando si vuole interpretare un sintomo non altrimenti spiegabile il medico pronuncia la formula: non si preoccupi, è solo questione di stress, lei non ha niente, deve solo riposare un po’ .
Lo stress è l’elemento vitale dell’esistenza, rappresenta la tensione con cui si affronta la vita ed è dato dall’equilibrio tra le richieste che provengono dal nostro intimo (ambizioni, desideri) o dall’esterno (necessità di acquistare una casa, di accudire i figli…) e la nostra capacità di farvi fronte in modo adeguato.
Lo stress nasce dunque dall’incertezza, dall’insicurezza, dalla paura del futuro, dalla sensazione che si ha quando si perde il “controllo degli eventi della vita”, quando si comincia a ritenere di non essere in grado di gestire con prontezza ed efficacia gli inevitabili cambiamenti, sia positivi che negativi, della vita.
In linea di massima ciascun individuo dovrebbe essere in grado di gestire adeguatamente lo stress quotidiano e di adattarsi ad esso nel migliore dei modi (eustress); il livello di tensione può salire in certi periodi della vita, quando uno o più problemi diventano motivo di preoccupazione, ma dovrebbe essere modulato e riportato in condizioni fisiologiche al più presto.
Un elevato e persistente grado di tensione comporta nel tempo lo sviluppo di una condizione di disadattamento (distress) con gravi conseguenze sul benessere fisico e psichico dell’individuo; l’idea (o errata convinzione) di non poter far nulla per evitare le conseguenze dello stress alimenta e sostiene uno stile di vita disfunzionale, che rappresenta un maldestro tentativo di autoterapia. Dobbiamo per questo seguire un percorso che ci porti in un clima di serenità e felicità, percorso che dopo le brutte vicende che mi hanno toccato in prima persona, sto cercando di dare il mio bagaglio di esperienza anche per il prossimo.

Concetto chiave della vita migliore

Molte persone identificano la felicità con il divertimento, la ricchezza, il successo, le soddisfazioni lavorative o amatoriali.

Chi riflette scopre la felicità nei sentimenti, come l’amore, l’amicizia.

Filosofi e psicologi dicono che il sentimento della felicità non è transitorio, né legato agli stati d’animo, non dipende dalla fortuna, ma dalle scelte di vita. È uno stato mentale di armonia, che deriva dal modo di vivere.

È la speranza che anticipa la realizzazione. La felicità cammina anche con le sofferenze, implicite in ogni persona.

Tutti vogliono essere felici

Prima di cominciare chiariamo un concetto: tutti vogliamo essere felici. Con questo intendo che vogliamo stare bene, provare emozioni positive, vivere con serenità, avere una sensazione di pace e calma.

Alcune di domande per essere chiari:

  • Preferisci stare bene o stare male?
  • Ti piace di più la rabbia o la gioia?
  • Preferisci sentirti rilassato, o rilassata, oppure in preda ad ansia e preoccupazione?

Non serve che indovino le risposte. Ecco, in questo senso dico che tutti vogliamo essere felici. Prima ancora di definirla, ora sai cos’è la felicità di cui parliamo: quel che tutti vogliamo.

Il Paradosso della felicità

Il Paradosso della felicità, o paradosso di Easterlin, analizza il rapporto tra felicità (o come indicato nella ricerca “soddisfazione”) di ogni individuo e la sua ricchezza. Il risultato vede (e per questo diventa un paradosso) un rapporto, oltre una certa soglia tra i due valori indirettamente proporzionale, cioè a maggior ricchezza la felicità si riduce.